Domande e risposte

In effetti, l’uso del termine Garanzia può trarre in inganno. In realtà la Legge prevede che il venditore garantisca che il veicolo sia conforme al contratto di vendita, cioè che il consumatore venga correttamente informato si ciò che compra e non abbia sorprese, non che il veicolo sia privo di difetti. Se, per assurdo, vendi un veicolo col motore fuso, e lo dichiari, sei in regola con la legge. Il punto fondamentale è che per la legge, le ragionevoli aspettative del Consumatore, per qualunque cosa non sia riportata per iscritto, o detta in presenza di testimoni, è parte integrante del contratto. Ma devi fare attenzione a dichiarare il reale stato dell’auto. Perché se, per ipotesi, al fine di evitare possibili reclami, dichiari uno stato dell’auto non corrispondente alla realtà, rischi che il Giudice possa considerare la tua dichiarazione vessatoria e quindi nulla perché tesa ad escludere i diritti del consumatore.
In caso di un difetto a parti elettroniche ausiliarie: esiste difetto di conformità se il dispositivo non era funzionante alla consegna, senza che il Consumatore ne fosse stato informato; se il Venditore ha avuto cura di far controfirmare un verbale di consegna in cui risulti che il dispositivo (antifurto, antislittamento, centralina airbag, etc.) era funzionante, si tratta di un guasto improvviso ed accidentale, che è bene coprire con una Garanzia Convenzionale Ulteriore, ma che in termini stretti non rientra nella responsabilità del Venditore, sempreché il Consumatore sia stato informato della probabilità di questo tipo di guasto, dovuto al ciclo di vita dei componenti elettronici, prima dell’acquisto.
No; il Consumatore ha l’obbligo del “corretto uso del bene”, che per l’auto significa effettuare la manutenzione ordinaria secondo le prescrizioni della Casa. Non è sufficiente il classico cambio olio e filtro ma il rispetto di ciò che è previsto dal piano di manutenzione con particolare riferimento all’olio utilizzato che deve essere quello indicato dal costruttore. A riprova dell’avvenuta manutenzione dovrà essere esibita adeguata documentazione fiscale (il timbro sul libretto non basta) con le specifiche dei ricambi e del lubrificante.
Il Consumatore è tenuto ad una condotta di guida che limiti le conseguenze di un eventuale guasto. Se si accende la spia del raffreddamento per un guasto, ad esempio al termostato, e il Conducente si ferma e chiede soccorso, le conseguenze del guasto saranno limitate, mentre se procede allegramente la marcia danneggerà sicuramente la testata ed altri particolari, con ovvie conseguenze economiche. Se si ha la prova che la condotta del conducente ha aggravato le conseguenze, Lei può limitare la sua responsabilità alla parte originariamente guasta (nell’esempio il termostato), mentre il Consumatore dovrà farsi carico del resto.
Non ha nessun obbligo; secondo la legge, in caso di difetti, il Cliente DEVE presentare un reclamo a Lei, che ha il dovere di gestire il reclamo, verificare se si tratti di un difetto di conformità e, nel caso, proporre un rimedio per eliminarlo. Nel caso che il Cliente abbia agito di sua iniziativa, senza sua esplicita autorizzazione, Lei é privato della possibilità di verificare il danno e proporre un rimedio, quindi la legge diventa inapplicabile.
Per la legge il Cliente ha 60 giorni di tempo per presentare reclamo dalla data di scoperta del difetto. Il Consumatore dovrà dimostrare che la data di scoperta del difetto ricada effettivamente nel periodo di Garanzia (preventivo di officina, riscontri tecnici, etc.); in caso positivo, se il reclamo è stato presentato entro 60 giorni solari dal manifestarsi del difetto, lei dovrà gestitrlo.
La Garanzia Legale si applica a prescindere da documenti scritti, ed eventuali clausole che limiti i diritti del consumatore sono nulle. Non è nullo il contratto, ma la specifica clausola, che perde ogni efficacia dal punto di vista legale. In mancanza di una clausola che limita la Garanzia a non meno di 12 mesi, il Venditore è quindi tenuto a riconoscere reclami di Garanzia legale per 24 mesi dalla data di consegna. Per quanto riguarda le condizioni e le prestazioni del veicolo, per tutto ciò che non è scritto e detto in presenza di testimoni, in caso di contenzioso il Giudice valuterà se l’aspettativa del Consumatore è o meno ragionevole nei confronti del difetto lamentato.
La Garanzia legale è di 24 mesi, limitabile a NON meno di 12 mesi, purché con l’accordo delle parti. Il Venditore non può quindi assumere che automaticamente quando vende l’usato la Garanzia sia limitata a 12 mesi. Deve esserci un documento controfirmato dall’acquirente, che stabilisce la durata concordata della Garanzia, che in nessun caso può essere inferiore a 12 mesi.
Lo spirito della legge non è che si devono vendere veicoli perfetti; per il Venditore corre l’obbligo di assicurarsi che il Consumatore sia conscio delle “qualità” della vettura che sta acquistando, non in termini generici ma precisi. Anche in questi casi la formula “vista e piaciuta” di buona memoria, non ha nessun significato dal punto di vista giuridico. La documentazione dello stato del veicolo è paradossalmente più importante in questi casi che per i veicoli seminuovi, in quanto la “ragionevolezza” delle aspettative del Cliente diventa ovviamente più difficile da definire.
La legge non collega i difetti al prezzo d’acquisto, cioè non si preoccupa se il prezzo pagato è congruo. Se il Venditore non ha fornito informazioni su ciò che va fatto sul veicolo, il giudice dovrà valutare se le ragionevoli aspettative del Cliente per quel veicolo, rispetto all’età, alla percorrenza dichiarata ed alle condizioni rilevabili con l’ordinaria diligenza del Consumatore, avallano o meno l’applicazione della Garanzia di Conformità in caso di difetti. Paradossalmente, più il veicolo è in cattive condizioni, meno il Venditore può dare per scontato che il Cliente si contenti. La corretta procedura di consegna è determinante per la efficace gestione dei reclami in modo da rispettare i diritti del Consumatore ed allo stesso tempo controllare i costi di post-vendita.
Il Venditore ha l’obbligo di gestire il reclamo; l’onere di dimostrare che il difetto non rientra nella sua responsabilità tocca al Venditore, non al Cliente, che ha comunque l’obbligo di rispettare le formalità corrette per la presentazione del reclamo. È forse la vera innovazione della legge, che ha introdotto il Processo di Garanzia nel modello di Business dei Commercianti d’auto. Se il reclamo del Cliente non è gestito, il Venditore dovrà affrontare fastidi e spese non controllabili. Quando il problema è reale, e il Venditore fa “orecchi da mercante”, i Consumatori, ma anche i Commercianti che intendono operare nel rispetto della legge, trovano nel Codice del Consumo un riferimento operativo certo. È sempre più dimostrato che il Professionista che protegge il Consumatore protegge sé stesso, e per il Consumatore è da chi compra che fa la differenza.
La lettura del contachilometri, se non corretta da altre informazioni al momento della vendita, è, a tutti gli effetti, parte integrante del contratto di vendita tra il Venditore ed il consumatore acquirente. Se si ha evidenza dopo l’acquisto di una percorrenza più elevata, si tratta di un ovvio, e classico, difetto di conformità; non c’entra il dolo, cioè se il contachilometri l’ha scaricato il Venditore o altri, ma il mero fatto che il Consumatore credeva di acquistare un veicolo con certe caratteristiche diverse dalla realtà. Di questo ne risponde il Venditore, fatta sempre salva la sua possibilità di rivalersi a monte.
Le Società di Garanzia, siano esse di stampo assicurativo o meno, coprono la Garanzia Convenzionale Ulteriore, cioè un’ESTENSIONE della Garanzia legale, tipicamente per guasti meccanici improvvisi ed accidentali. Di solito vi forniscono un libretto (il famigerato Carnet) che contiene le condizioni del servizio e gli organi coperti. Il punto è che quel libretto nel momento in cui lo consegnate al Vostro Cliente diventa la VOSTRA promessa contrattuale nei confronti dell’acquirente. Se non operate a fronte di un chiaro rapporto contrattuale tra Voi ed il Gestore, sarà poi normale che tutte le ambiguità a cui il Gestore può ricorrere per non pagare, si riverseranno su di voi, che dovrete comunque pagare ciò che è dovuto. In fase di vendita poi è facile che il Venditore finisca con l’alimentare attese nel Consumatore non chiaramente delimitate dal testo del libretto, spesso volutamente ambiguo. Queste Società in caso di guasto ad un veicolo da voi venduto e per il quale è stato attivato il servizio, ricevono il preventivo dall’Officina e gestiscono la pratica IN VOSTRO NOME E PER CONTO, ma sulla base della loro interpretazione delle condizioni del rapporto tra voi e loro. Può benissimo quindi accadere che per un certo guasto il Cliente abbia la ragionevole aspettativa che sia coperto (da VOI), mentre il gestore ritiene che NON spetti a lui pagare. Attenti quindi! la G.C.U è un servizio prezioso, perché interviene in caso di guasti seri e può essere quindi molto apprezzata dai vostri clienti, ma deve essere affidato a Società serie, con condizioni assolutamente trasparenti.
Ha ragione il gestore; la legge dice che il difetto deve essere rimediato senza costi per il Cliente, ed in modo da non provocare notevoli disagi. Che cosa significhi “notevole disagio” evidentemente non è facile da determinare, ma 5 giorni di attesa per un guasto grave appaiono ragionevoli. Se il Cliente preferisce la soluzione dell’Officina, il Venditore (e quindi il gestore della G.C.U.) è tenuto a riconoscere SOLO la cifra corrispondente alla riparazione del turbo.
Nell’interpretazione data da ADICONSUM nel “Manuale per l’Applicazione della Garanzia al mercato dell’Auto Usata”, l’obbligo del Venditore è ripristinare il veicolo alle condizioni che aveva al momento della vendita. Nel caso che la riparazione, per effetto dell’impiego di una parte “a nuovo” (es. motore di rotazione), faccia oggettivamente acquistare al veicolo un maggior valore, è legittimo chiedere al Cliente un contributo per tale maggior valore, secondo i criteri fissati nel Manuale per l’Applicazione della Garanzia al Mercato dell’Auto Usata. L’importante è che il criterio per la determinazione del “maggior valore” sia chiaro e che sia stato comunicato al Cliente prima della vendita; se il Cliente può sostenere che aveva una legittima aspettativa che il guasto, se coperto, sarebbe stato ripristinato senza oneri per Lui, il Giudice obbligherà il Venditore a farsi carico dell’intero valore.
Purtroppo deve pagare; la legge non Le permette di imporre condizioni vessatorie come corretto uso del bene. Lei può e deve esigere che la manutenzione sia effettuata secondo le prescrizioni della Casa, alle scadenze previste dalla Casa, ma in sede di giudizio una norma arbitraria come quella del cambio d’olio a scadenza ravvicinate non potrebbe reggere. Nel rapporto tra Lei ed il Gestore lei ha accettato questa clausola arbitraria, e quindi non ha possibilità di rivalsa. Il punto è che il apporto contrattuale per la Garanzia è tra LEI ed il suo Cliente e NON tra il suo Cliente ed il Gestore. Cambi Gestore.
Sì. La G.C.U. è una estensione della Garanzia Legale, ed in quanto tale, è soggetta alle stesse regole. Quindi LEI deve intervenire. D’altra parte, se nel Suo rapporto con il Gestore questo specifico argomento non è stato contrattualizzato, il Gestore può sostenere di non avere obbligazioni nei Suoi confronti.
Se il libretto di cui Lei parla è quello relativo alla G.C.U. pubblicato da Lei o da un Gestore, il limite dei 12 mesi si riferisce solo a quella prestazione. Per quanto riguarda la Garanzia Legale Lei risponde per 24 mesi, a meno che non vi sia un documento contrattuale controfirmato dal Cliente che limiti la Garanzia Legale a non meno di 12 mesi. La G.C.U. NON è la Garanzia a cui il Venditore è tenuto, ma una porzione della stessa. Occorre fare molta attenzione a fornire la corretta documentazione alla consegna del veicolo.
In termini stretti no; si tratta dei lavori di cosiddetta “buona pratica” che l’officina fa bene a consigliare, ma che si traducono in un “miglioramento dell’auto” a tutto vantaggio del Cliente. Alcuni Gestori di G.C.U. correttamente prevedono il caso esplicitamente, escludendo tali lavori o riconoscendoli con una percentuale prestabilita.
No, se il libretto dice chiaramente che i materiali di consumo, come è accettabile ai sensi della legge, non sono coperti. L’importante per Lei è che i limiti e le condizioni con cui è riconosciuta la G.C.U. siano in linea con la legge, e che siano portati a conoscenza del Cliente PRIMA che si verifichi un guasto.
No. La quota di maggior valore si può applicare su Parti sostituite “a nuovo”, in quanto aumentano il valore del veicolo. Nel caso di riparazioni, la quota di maggior valore si può applicare solo se vengono sostituiti sottogruppi autonomi e collaudabili separatamente (es. attuatore della pompa di iniezione), ma in nessun caso può essere applicata a componenti sostituiti nel corso della revisione, La Sua possibilità di azione verso il gestore della G.C.U. dipende dal Suo rapporto contrattuale col medesimo, e dalla chiarezza con la quale l’applicazione del principio di maggior valore è riportata nel libretto consegnato al Cliente.
No. Il difetto dipende dal normale uso pregresso del veicolo, e la batteria ha semplicemente concluso il suo ciclo di vita; la questione, come sempre, è se il Consumatore poteva ragionevolmente aspettarsi il problema. Come è facile capire, la logica della conformità ha proprio questo fondamento, e cioè acquisire sufficienti elementi per stimare la probabile prossimità della fine della Batteria, da parte del Consumatore.
Se il guasto si verifica entro sei mesi dalla consegna, la legge presume che il difetto fosse esistente, o comunque latente, al momento della consegna. In questo particolare caso il Professionista non ha oggettivamente modo di rilevare lo stato d’usura del dispositivo, e quindi potrebbe sostenere che il veicolo era conforme, e che il guasto è un evento improvviso e accidentale. L’aspetto da considerare è l’età del veicolo, perché i componenti elettrici ed elettronici hanno una vita che non dipende dalla percorrenza ma prevalentemente dal tempo e dall’uso; Se il veicolo ha sette anni o più, il Professionista dovrebbe rendere il Consumatore consapevole della probabilità di guasti di questo tipo. Nel caso specifico, l’eventuale giudice darebbe prevalenza al disposto del Codice del Consumo, e considerare il guasto latente al momento della vendita, e quindi tocchi al Professionista farsene carico. Il consiglio, nell’interesse di ambo le parti, è trovare un accordo amichevole e equo, ricordando che quando il Consumatore contribuisce al costo della riparazione, ha diritto alla Garanzia Legale per due anni dalla consegna del veicolo riparato.
Che Lei lo sapesse o no, è irrilevante, in quanto il consumatore, ovviamente, si aspetta di poter montare la ruota di scorta in caso di necessità. È un classico caso di difetto di conformità, che LEI deve rimediare, facendosi carico anche delle spese che il Suo Cliente ha subito in conseguenza del difetto, salvo rivalersi su chi Le ha venduto il veicolo. Occorre conoscere ciò che si vende ad un livello di dettaglio considerevole, applicando poi metodologie di vendita coerenti col nuovo quadro normativo.
Se Lei non ha fornito informazioni sui tagliandi effettuati, il Cliente può ragionevolmente presumere che i tagliandi siano stati fatti, e quindi la cinghia sostituita. Se così non è stato, c’è un difetto di conformità, per cui il guasto e le relative conseguenze sono a Suo carico, indipendentemente da ogni G.C.U. o limitazioni relative. Se invece la cinghia è stata cambiata, Lei si potrà rivalere su chi ha eseguito il lavoro.
Sì. Sebbene non ci sia ancora giurisprudenza certa, l’orientamento prevalente è che : • Se la macchina è in carico al salone a qualsiasi titolo, • Il prezzo è stato negoziato senza la presenza del proprietario. • Il pagamento fatto nelle mani del commerciante. la vendita si considera fatta dal Commerciante e soggetta quindi alla Garanzia Legale di Conformità. In materia è possibile che l’Antitrust, se chiamata a valutare il caso, la sanzioni per pratica commerciale scorretta ai sensi dell’articolo 23, comma aa) del C.d.C.
No, il C.d.C. si applica solo ai rapporti tra commercianti e privati consumatori, Sarà il commerciante che ha acquistato la macchina a rispondere al futuro acquirente di eventuali difetti di conformità. Tuttavia, qualora emergessero difetti riconducibili a cause preesistenti di cui il commerciante non era a conoscenza, Lei è soggetto al diritto di rivalsa. In ogni caso la vendita è soggetta all’articolo 1490 del C.C. per la Garanzia contro vizi.